Esperienze di preghiera
La nostra preghiera (fonte e meta della nostra esperienza di fede) nasce dall’ascolto delle Parole del Vangelo che struttura e orienta il nostro cammino.
È una preghiera semplice che non richiede conoscenza ed esperienza ma che coinvolge la nostra intera umanità nel rapporto intimo con Gesù-Parola che nel tempo diventa guida e forza per la vita di ogni giorno. Non si tratta di “moltiplicare le parole”, ma piuttosto di aprire il nostro cuore a Dio, che già conosce i nostri bisogni.
A volte, nel silenzio, succede qualcosa.
Non un pensiero, non un ricordo.
Ma una parola che non abbiamo pensato noi e che arriva da altrove.
Eppure, sembra fatta su misura per noi.
Il Vangelo è colmo di queste parole, voci che parlano al profondo.
La preghiera è uno spazio semplice dove possiamo fermarci, respirare, lasciarci toccare da una voce che sembra conoscerci già.
Non serve sapere tutto, né credere subito. Basta lasciarsi incuriosire.
È come se Qualcuno ti dicesse: “Ti vedo. Ti conosco. Ti ascolto.
Tu sei parte di qualcosa di grande, di qualcosa che non finisce.”
E quella voce, se la lasci entrare, piano piano diventa tua e non ti lascia più.
Ti accompagna camminandoti accanto.
Ti guida facendoti da bussola. Vive con te, (di)mostrandoti come si può vivere liberi e felici.
La preghiera personale è come una stanza segreta: entri con ciò che sei, con le tue ferite e speranze. È intima e fragile, ma può diventare un monologo. La preghiera comunitaria, invece, è come un fuoco attorno al quale ci si siede insieme: non servono risposte, bastano le domande. Ognuno porta la propria voce, e insieme nasce qualcosa di più grande.
Pregare da soli ti aiuta a guardarti dentro. Pregare insieme ci fa scoprire che non siamo soli: che la ricerca di ciascuno fa parte di una ricerca più ampia, che il senso a volte si trova tra le parole degli altri, nei silenzi condivisi, nelle domande che restano aperte.
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Se vuoi cominciare o approfondire un percorso di preghiera personale sulla e con la Parola di Dio ti proponiamo un cammino costruito su alcuni versetti biblici fra i più semplici ed immediati …
Parlano al cuore, soprattutto se sei abituato a cercare nel silenzio parole che non vengono da te, ma che sembrano fatte per te. Non servono conoscenze religiose, è sufficiente (e necessaria) solamente la disponibilità ad ascoltare:
Qoelet 3,1
Per ogni cosa c’è il suo momento, il suo tempo per ogni faccenda sotto il cielo. – La vita ha suoi ritmi, pause, svolte. E ogni fase ha un senso…
Salmo 25,4
O SIGNORE, fammi conoscere le tue vie, insegnami i tuoi sentieri. – Una richiesta semplice, “Mostrami la strada”. Tu sai che la sto cercando…
Proverbi 4,23
Custodisci il tuo cuore più di ogni altra cosa, poiché da esso procedono le sorgenti della vita. – Da lì nascono le grandi scelte che orientano il tuo cammino.
Giovanni 6,35
Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà più fame e chi crede in me non avrà più sete. – Non parla di cibo, ma di quel vuoto che a volte senti. E che può essere colmato.
Romani 12,2
Non conformatevi a questo mondo, ma lasciatevi trasformare rinnovando il vostro modo di pensare, per poter discernere la volontà di Dio, ciò che è buono, a lui gradito e perfetto. – Pensa con la tua testa, cerca il senso più profondo.
Geremia 33,3
Invocami, e io ti risponderò, ti annuncerò cose grandi e impenetrabili che tu non conosci. – Chiedi, e sentirai parole nuove e prezioso. Anche se non sai da dove.
Salmo 37,7
Sta’ in silenzio davanti al SIGNORE, e aspettalo; non adirarti per chi prospera nelle sue imprese, per l’uomo che ha successo nei suoi malvagi progetti. – È spazio per qualcosa che può nascere.
Giovanni 14,27
Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore. – Una pace diversa. Non quella che si compra, ma quella che si riceve e va custodita.
Abacuc 2,1
Mi metterò di sentinella, in piedi sulla fortezza, a spiare, per vedere che cosa mi dirà, che cosa risponderà ai miei lamenti. – Aspettare. Non avere fretta. Perché le risposte arrivano, con modi e tempi che non sono sempre i nostri.
Filippesi 4,7
E la pace di Dio, che supera ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e le vostre menti in Cristo Gesù. – A volte non capisci. Ma se ascolti bene sentirai qualcosa che ti tiene in piedi.
E se pensi che possa essere utile o è semplicemente una tua abitudine puoi anche nel tempo “tenere” un diario delle tue riflessioni, suggestioni, emozioni.
Ti suggeriamo uno schema semplice che può aiutarti a costruire una memoria del tuo cammino umano e spirituale. Per ognuno dei momenti che vivi puoi scrivere:
- Data e luogo: dove sei e che giorno è. Non per archivio, ma per dare un contesto al tuo stato d’animo.
- Parola che mi ha parlato oggi: Scegli una frase, un versetto, un pensiero che ti ha colpito. Può venire dalla lettura ripetuta con calma ed attenzione, o anche dal silenzio.
- Cosa mi ha fatto sentire: Scrivi liberamente cosa ha suscitato in te quella parola. Emozioni, ricordi, dubbi, immagini.
- Domande che mi porto dentro: Non cercare risposte subito. Lascia che le domande emergano. Sono semi.
- Silenzio: Dedica qualche minuto a non scrivere. Solo ascoltare. Poi, se vuoi, annota cosa è emerso.
- Un gesto concreto: Una piccola azione che puoi fare oggi, ispirata da ciò che hai scritto.